Bukkake : Quali le origini?

Da sempre sappiamo che i Giapponesi ne hanno sempre una nuova....ma riuscire a far diventare un gioco di Sperma
una cosa così famosa non l'avrei mai pensato.
Bukkake è un vocabolo che esiste anche nella lingua giapponese.State attenti a non pronunciarlo in presenza
di persone orientali...rischiereste di beccarvi un cinque in faccia...o senò se vi bene sarete invitati a dare anche voi
il vostro contributo Spermico! ;)
I Giapponesi hanno largamente pubblicizzato i vantaggi dello Sperma Maschile e inculcato alla gente
che sia ingerire che essere ricoperti da Seme Maschile procura effetti benefici per il corpo umano.
Il Seme maschile se ingerito è proteico ed è antistressante.
Invece se applicato con sufficiente regolarità sulla pelle dona rinvigorimento a quest'ultima.
I Bukkake si fanno in pratica come gli Sperma Parties...una Giapponesina in alcuni casi legata o vestita da
un personaggio Hentai si siede a terra e tutti i maschi ,il cui numero varia dai 50 ai 200,le vengono tutti
in faccia!Ma il Bukkake è tutta una sega? No...la sessione di riscaldamento c'è....ma nella maggior
parte dei casi si limita solo nella masturbazione della ragazza davanti a tutti.
Questo è tutto.Se avete domande o dubbi aggiuntivi non esitate a scrivermi!
aga@agarulez.it

Bukkake è un'antichissima tradizione giapponese, le cui vere origini si perdono nella notte dei tempi.
I primi documenti storicamente rilevanti che ci parlano di questa pratica risalgono alla metà del XIII secolo, ma il bukkake è nato probabilmente alcuni secoli prima.
Secondo una delle teorie più accreditate, il bukkake era un antico rito di fertilità che veniva compiuto dopo un matrimonio, per garantire una lunga a prosperosa discendenza alla coppia.
La sposina veniva ricoperta di sperma da tutti i convenuti al matrimonio, che in tal modo dichiaravano di accettare la fanciulla come donna adulta e non più come bambina, con tutti i diritti e i doveri che ne conseguivano.

La quantità di sperma indicava simbolicamente la lunga e prosperosa discendenza che i partecipanti al matrimonio auguravano alla coppia.

E' facile notare la stretta parentela tra la tradizione giapponese del bukkake e quelle occidentali del lancio di riso agli sposi: entrambe rappresentano un momento cardine della celebrazione del matrimonio e hanno la funzione di augurare agli sposi gioia e prosperità.
Col passare del tempo e il mutare dei costumi, il bukkake si è trasferito dalla sfera pubblico-sociale a quella privata (a cui avevano accesso solo i parenti stretti e gli amici più cari) e si è trasformato in una cerimonia di grande sfarzo e lusso, in cui la componente estetica aveva un peso notevole.
Le giovani giapponesi dedicavano alla preparazione del proprio bukkake una cura simile a quella che le nostre spose dedicano alla scelta dell'abito nuziale: un bukkake scarso o grossolano sarebbe stato una vergogna enorme per le famiglie della coppia.

Il bukkake ha quindi continuato a seguire questi due filoni che si sono via via separati: da una parte il bukkake "rurale" in cui la componente principale era l'aspetto quantitativo dell'emissione di sperma, dall'altra il bukkake "artistico" in cui invece si prestava la massima attenzione all'armonia dei gesti e delle musiche che accompagnavano il rituale.

Come molte antiche tradizioni giapponesi (le arti marziali, ad esempio) anche il bukkake ha subito l'influsso occidentale: quello che un tempo era un rito carico di significati simbolici è diventato uno sport in cui quello che conta sono gli arbitri e i punteggi; meno affascinante e pregno di significato, ma certamente più "digeribile" per il gusto occidentale e moderno.

In Giappone il bukkake è oggi una realtà molto diffusa: ci sono decine di scuole di alto livello che preparano i propri atleti per le innumerevoli competizioni che si svolgono ogni anno. Il momento culmimante è la finale del campionato, che si svolge in tre manches differenti e che tiene incollati al televisore milioni di giapponesi.
All'estero il bukkake non è molto diffuso, sia per la difficoltà degli occidentali di accettare di utilizzare la propria potenza sessuale in senso competitivo, sia per la mancanza di scuole di un livello abbastanza elevato.